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I mongoli (1961)

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I mongoli (1961)



Regia/Director: Leopoldo Savona
Soggetto/Subject: Ugo Guerra, Luciano Martino, Ottavio Alessi, Alessandro Ferraù
Sceneggiatura/Screenplay: Ugo Guerra, Luciano Martino, Ottavio Alessi, Alessandro Ferraù
Interpreti/Actors: Jack Palance (Ogotai), Anita Ekberg (Huluna), Antonella Lualdi (Amina), Franco Silva (Stefano di Cracovia), Roldano Lupi (Gengis Khan), Pierre Cressoy (Igor), Gianni Garko (Enrico di Valois), Gabriella Pallotta (Lutezia), Gabriele Antonini (Temugin), George Wang (Subodai, capo dei mongoli), Lawrence Montaigne (re di Polonia), Mario Colli (Boris)
Fotografia/Photography: Aldo Giordani
Musica/Music: Mario Nascimbene
Costumi/Costume Design: Enzo Bulgarelli
Scene/Scene Design: Ottavio Scotti
Montaggio/Editing: Otello Colangeli
Suono/Sound: Leopoldo Rosi, Roy Mangano, Sandro Ochetti
Produzione/Production: Royal Film, France Cinéma Production, Paris, Lovcen Film, Budva
Distribuzione/Distribution: Cineriz
censura: 35404 del 22-08-1961
Altri titoli: Les mongols, The Mongols, The Mongols, Los mongoles, Die Mongolen
Trama: Varsavia, 1420: un gran consiglio di principi europei si riunisce per affrontare il problema della minaccia di un'invasione da parte dei Mongoli di Gengis Khan. Viene presa la decisone di proporre ai Mongoli di mantenere tutte le terre conquistate fino a quel momento, a patto che fermino la loro sanguinosa avanzata. Incaricato del pericoloso ruolo di ambasciatore è Stefano di Cracovia. Il valoroso cavaliere parte da Varsavia per andare a trattare coi barbari; arrivato però all'accampamento dei Mongoli, Stefano non trova ad attenderlo Gengis Khan bensì il suo malvagio figlio Ogotai, che si dimostra subito ostile a qualsiasi accordo, spalleggiato e fomentato dall'affascinante e crudele Huluna. Stefano, sfuggito miracolosamente ad una congiura organizzata contro di lui da Huluna, viene salvato e curato da alcuni pastori; in particolare, si prende cura di lui Amina, una bella e dolce fanciulla. Guarito, Stefano si mette alla ricerca del campo di Gengis Khan. Finalmente trovato, riesce a parlare col grande condottiero mongolo, il quale si dichiara favorevole al patto offertogli dalla dieta dei principi, ma il suo feroce figlio Ogotai lo uccide. Divampa nuovamente la guerra. Stefano riesce ad attirare i Mongoli in una vasta distesa di infide paludi, ingaggiando battaglia in un terreno a lui favorevole: gran parte dei Mongoli soccombe infatti affogando negli acquitrini, la stessa Huluna muore annegata. Dal canto suo, Ogotai preferisce il suicidio al disonore della sconfitta. Vinta la battaglia, Stefano, con a fianco la fedele Amina, fa ritorno a Varsavia alla testa dell'esercito vittorioso.

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