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A porte chiuse (1961)

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A porte chiuse (1961)



Regia/Director: Dino Risi
Soggetto/Subject: Fabio Carpi, Dino Risi
Sceneggiatura/Screenplay: Marcello Coscia, Dino De Palma, Alessandro Continenza [Sandro Continenza]
Interpreti/Actors: Anita Ekberg (Olga Dubovitch), Claudio Gora (presidente del tribunale), Ettore Manni (marinaio), Fred Clark (Xatis, procuratore generale), Mario Scaccia (Manning, albergatore), Gianni Bonagura (avvocato difensore), Alberto Talegalli (Poseyon, capo della giuria), Hélène Rémy (Marietta, cameriera), Béatrice Altariba (sposina), Agostino Salvietti (Polydette, cancelliere), Leonardo Porzio (Enrico, sposino), Vittorio Caprioli (commissario), Giampiero Littera (Niarkos), Carlo Di Maggio (maitre d'hotel), Armando Annuale (giudice), Mario Frera (agente finanziario)
Fotografia/Photography: Mario Montuori
Musica/Music: Piero Umiliani
Costumi/Costume Design: Elio Costanzi
Scene/Scene Design: Piero Filippone
Montaggio/Editing: Otello Colangeli
Suono/Sound: Umberto Picistrelli
Produzione/Production: Cinematografica RI.RE., S.G.C. - Società Generale Cinematografica, Fair Film
Distribuzione/Distribution: Cineriz
censura: 34074 del 24-02-1961
Trama: Olga Dubovitch, donna di rara bellezza, è accusata di aver assassinato il marito, un finanziere molto ricco. Nel processo, che si svolge in una cittadina greca chiamata Domokos, il pubblico ministero, Xatis, e l'avvocato difensore dell'avvenente Olga si danno battaglia dialettica: l'uno per dimostrare la colpevolezza dell'imputata, l'altro, viceversa, per farla assolvere. Ma nessuno dei due riesce a confutare del tutto le tesi dell'altro. Il Presidente del tribunale decide così di fare tutti un sopralluogo nell'isola di Maratis, dove è avvenuto il delitto, per ricostruire in loco i fatti. Nella suggestiva e riposante località, il fascino di Olga ammalia il gruppo di severi e contegnosi rappresentanti della giustizia. Xatis dapprima tiene duro, ma poi, impazzito d'amore per la donna, le propone di fuggire in Costa Azzurra, una volta ottenuta l'assoluzione. Per convincerlo della propria innocenza, Olga dà al proprio avvocato un documento segreto: uno scritto del marito che la scagiona dal delitto, ma al contempo la disereda. L'avvocato difensore passa il documento a Xatis, che promette di non rivelarne la seconda parte del contenuto affinché Olga non rimanga senza un soldo. Una volta ripreso il processo, alla luce dei nuovi fatti emersi, Olga, che nel frattempo ha frugato nelle tasche di Xatis e si è ripresa il documento, viene assolta. La bella e astuta donna non perde tempo e parte subito per l'estero con un aitante marinaio, lasciando con un palmo di naso l'ansioso innamorato Xatis. Olga ha però commesso un errore: nel frugare nelle tasche del pubblico ministero ha preso un foglio senza importanza. Xatis si ritrova così in mano il documento, strumento di vendetta: esibendo infatti lo scritto del defunto marito, lascerà senza un soldo la vedova Olga.

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