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Risate di gioia (1960)

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Risate di gioia (1960)



Regia/Director: Mario Monicelli
Sceneggiatura/Screenplay: Suso Cecchi D'Amico, Agenore Incrocci [Age], (Furio) Scarpelli, Mario Monicelli
Interpreti/Actors: Anna Magnani (Gioia, detta "Tortorella"), Totò (Umberto Pennazzuto, detto "Infortunio"), Ben Gazzara (Lello), Fred Clark (I'amerzano), Edy Vessel (Milena), Mac Ronay (Alfredo, guidatore della metropolitana), Toni Ucci (amico di Milena), Carlo Pisacane (nonno di Gioia), John Francis Lane (cameriere), Fanfulla (Spizzico), Rick Van Nutter (giovane aristocratico tedesco), Marcella Rovena (padrona pensione), Kurt Polter (Franz), Alberto De Amicis, Gianni Bonagura (presentatore al "Milleluci''), Anna Campori (moglie di Alfredo), Peppino De Martino (Colombini), Mara Ombra, Dori Dorika (signora derubata), Gina Rovere (Mimì), Donatella Turri, Leopoldo Valentini (un controllore)
Fotografia/Photography: Leonida Barboni
Musica/Music: Lelio Luttazzi
Costumi/Costume Design: Piero Gherardi
Scene/Scene Design: Piero Gherardi
Montaggio/Editing: Adriana Novelli
Suono/Sound: Mario Messina
Produzione/Production: Titanus
Distribuzione/Distribution: Titanus
censura: 33139 del 11-10-1960
Altri titoli: The Passionate Thief, Dieb aus Leidenschaft
Trama: La sera dell'ultimo dell'anno Gioia, un'attempata comparsa di Cinecittà soprannominata Tortorella che si dà arie di gran diva, riceve l'invito a cena da una comitiva di conoscenti facoltosi i quali non vogliono essere tredici a tavola. E quando arrivano altri ospiti, Tortorella è piantata in asso senza scrupoli. Pur di non rimanere sola la sera dell'ultimo dell'anno, Gioia cerca allora la compagnia di Umberto Pennazzuto detto Infortunio, un anziano attore di quart'ordine innamorato di lei, il quale dovrebbe però fare il palo a Lello, un ladro rimasto senza compare che vuole approfittare della confusione della notte di San Silvestro per fare qualche colpo. All'oscuro delle macchinazioni dei due ladruncoli, Gioia si trova invischiata nelle loro operazioni. Lello non vuole però che la donna scopra la verità e finge allora di corteggiarla, lei ci casca, crede che l'amore dell'uomo sia sincero e contraccambia. Ma i suoi inopportuni interventi mandano regolarmente all'aria ogni disegno di Lello e del suo rassegnato compare Umberto. Giunta l'alba, i tre vengono cacciati in malo modo da una casa di nobili, dove si erano introdotti. Umberto cerca di far capire a Gioia che Lello la sta prendendo in giro, ma la donna è innamorata e non gli dà ascolto. Quando poi vede Lello entrare in una chiesa, lo segue, convinta che egli abbia una crisi di coscienza. Lo sorprende però mentre sta rubando una collana preziosa da una statua della Madonna. Scoperto il furto, Gioia si addossa la colpa del reato e finisce in prigione. Il giorno di Ferragosto, scontata la pena, viene rimessa in libertà e trova ad attenderla il vecchio amico ed innamorato Umberto.

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