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Moderato cantabile [Moderato cantabile] (1960)

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Moderato cantabile [Moderato cantabile] (1960)



Regia/Director: Peter Brook
Soggetto/Subject: opera
Sceneggiatura/Screenplay: Marguerite Duras, Gérard Jarlot, Peter Brook
Interpreti/Actors: Jeanne Moreau (Anna Desbaredes), Jean-Paul Belmondo (Chauvin), Didier Haudepin (Pierre), Valerie Dobuzinsky (assassino), Jean Deschamps (monsieur Desbaredes), Pascale de Boysson (proprietaria del "cafe de la Gironde "), Colette Régis (mademoiselle Giraud), Jean Deschamps (Desbarèdes), Pascale de Boysson, Colette Régis (signorina Giraud)
Fotografia/Photography: Armand Thirard
Musica/Music: Diabelli
Montaggio/Editing: Albert Jurgenson
Suono/Sound: William Robert Sivel, William Robert Sivel
Produzione/Production: Documento Film, Iéna Productions, Paris, Productions Jacques Companeez, Paris
Distribuzione/Distribution: Metro Goldwyn Mayer
censura: 32495 del 22-09-1960
Altri titoli: Moderato cantabile (Storia di uno strano amore), Moderato cantabile, Seven Days... Seven Nights, Stunden voller Zärtlichkeit
Trama: Anna Desbaresdes, giovane moglie di un facoltoso industriale, vive infelicemente nella cittadina francese di Baye: per lei la vita in quel piccolo centro di provincia è molto monotona, la sua esistenza è pervasa dalla noia. Un giorno, mentre assiste alla lezione di piano del figlio, le giunge un urlo lancinante: una donna è stata uccisa in un bar lì vicino. La tragica scena di cui Anna è testimone aumenta il suo turbamento. Il giorno dopo decide di tornare nel bar dove è stata commesso l'omicidio. Conosce così Chauvin, un giovane operaio. Tra i due si stabilisce una simpatia e Anna ne approfitta per farsi raccontare i particolari del delitto, di cui il bar è stato teatro. Anna inizia a fantasticare morbosamente che Chauvin sia l'assassino, che s'innamori di lei e poi la uccida, come ha fatto con l'altra donna. Un giorno va ad un appuntamento con l'operaio, nel bar del delitto, convinta che lui la ucciderà. Chauvin le comunica invece che sta per lasciare Baye. Viste crollare improvvisamente le sue folli fantasie, Anna, rimasta sola nel bar, si accascia a terra urlando come la donna uccisa alcuni giorni prima. Poi, delusa, ritorna rassegnata alla sua vita monotona di tutti i giorni.

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