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Lettere di una novizia (1960)

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Lettere di una novizia (1960)



Regia/Director: Alberto Lattuada
Soggetto/Subject: opera
Sceneggiatura/Screenplay: Roger Vailland, Alberto Lattuada
Interpreti/Actors: Pascale Petit (Margherita Passi), Jean-Paul Belmondo (Giuliano Verdi), Massimo Girotti (don Paolo Conti), Hella Petri (Elisa Passi), Lilla Brignone (Giulietta, madre superiora), Elsa Vazzoler (Zaira Richetti), Emilio Cigoli (pubblico ministero), Gianni Appelius (don Scarpa), Zoraida Miatoff, Elisabetta Kubinska, Alice Sandro, Maureen Warrick, Virginia Chappel (amichette di Giuliano), Gianni Prosperini, Ger Fellegi
Fotografia/Photography: Roberto Gerardi
Musica/Music: Roberto Nicolosi
Costumi/Costume Design: Maurizio Chiari
Scene/Scene Design: Maurizio Chiari
Montaggio/Editing: Leo Catozzo
Suono/Sound: Kurt Doubrawsky, Venanzio Biraschi
Produzione/Production: Euro International Films, Films Agiman, Paris, Films Modernes, Paris
Distribuzione/Distribution: Euro International Films
censura: 33497 del 30-11-1960
Altri titoli: La novice, Die Nacht vor dem Gelübde
Trama: Don Paolo Conti viene inviato in un convento per condurre un'inchiesta su una novizia, Margherita Passi, a cui mancano pochi giorni per prendere i voti e che una lettera anonima inviata al vescovo descrive come una giovane che prenderebbe i voti non per vocazione, ma perché costretta contro la sua volontà. Quando Margherita, dal carattere tortuoso, si trova di fronte il prete inquisitore, dapprima nega, ma poi rivela la sua triste storia. Rimasta orfana di padre da bambina, Margherita era stata confinata in un collegio da Elisa, la madre; quando poi Margherita era tornata a casa, la mamma si era mostrata gentile e premurosa, ma poi aveva rivelato la sua vera natura di donna avida ed egoista. Margherita s'era allora innamorata di Giuliano Verdi, il figlio di proprietari terrieri in decadenza, scoprendo poi che questi era l'amante della madre. Il suo sentimento di amore si era tramutato in rivalità morbosa con la madre, ma i tentativi di strappare Giuliano ad Elisa si erano rivelati inutili. Così un giorno Margherita scoprì i due amanti in una casa vicino ad una palude e, accecata dalla gelosia, uccise l'uomo. Per sfuggire alla giustizia la ragazza fu costretta ad entrare in convento. Resasi poi però conto di non avere la vocazione, aveva escogitato lo stratagemma di scrivere la lettera anonima al vescovo don Paolo Conti. Ed ora Margherita accetta di essere processata, ma si dichiara vittima e non colpevole.

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