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Classe tous risques [Asfalto che scotta] (1960)

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Classe tous risques [Asfalto che scotta] (1960)



Regia/Director: Claude Sautet
Soggetto/Subject: opera
Interpreti/Actors: Sandra Milo (Liliana), Lino Ventura (Abel Davos), Jean-Paul Belmondo (Erik Stark), Marcel Dalio (Arthur Gibelin, arredatore), Jacques Dacqmine (commissario Blot), Claude Cerval (Raoul Fargier), Michel Ardan (Henri Vintran/Riton), Simone France (Thérèse Davos), Michèle Méritz (Sophie Fargier), Evelyne Ker (figlia di Gibelin), Betty Schneider (piccola serva), France Asselin (Denise Vintran), Jean-Pierre Zola (Jack Humbert, detective privato), Aimé de March (Jean Martin detto "Piccolo Jeannot"), Bernard Dhéran (Blastone), Stan Krol (Raymond Naldi), Sylvain Levignac (direttore dell'agenzia), Jeanne Pérez (Jacqueline Chapuis), René Génin (Chapuis, guardiano del museo), Charles Blavette (Bénazet), Corrado Guarducci (Ferrucci), Robert Desnoux (Pierrot Davos), Thierry Lavoye (Daniel Davos), Max Amyl, Jean Combal
Fotografia/Photography: Ghislain Cloquet
Musica/Music: Georges Delerue
Scene/Scene Design: Rino Mondellini
Montaggio/Editing: Albert Jurgenson
Suono/Sound: Jacques Lebreton, Renato Cauderi
Produzione/Production: Zebra Film, Films Odéon, Paris, Filmsonor, Paris, Mondex Films, Paris
Distribuzione/Distribution: Cineriz
censura: 31578 del 30-03-1960
Altri titoli: Asfalto che scotta, The Big Risk, Der Panther wird gehetzt
Trama: Abel Davos, criminale internazionale, compie una rapina a Milano con l'aiuto del complice Raymond. I due banditi decidono poi di rientrare clandestinamente in Francia, malgrado lì Abel sia stato condannato a morte in contumacia. Abel e Raymond riescono ad eludere i controlli della polizia e raggiungono Ventimiglia, dove il primo è atteso dalla moglie e dai due figlioletti. Il gruppo s'imbarca su un motoscafo, dal quale è stato gettato in mare il proprietario, e si dirige verso la costa francese. Ma una volta giunti a Mentone, due poliziotti l'intercettano e ne scaturisce un conflitto a fuoco, a cui sopravvivono solo Abel e i suoi due figli. L'uomo si mette in contatto con suoi vecchi ex compagni di crimine di Parigi, i quali però temendo di compromettersi si limitano ad inviargli un certo Erik Stark, che con un'autoambulanza trasporta Abel e i due figli nella capitale francese. Qui Davos capisce che a Parigi non c'è più posto per lui: i suoi ex compagni, ormai borghesemente sistemati, non vogliono occuparsi di lui. Decide quindi di partire per oltreoceano. Affidati i figli ad un vecchio custode di un museo, amico di suo padre, compie una rapina ai danni di un orefice, già ricettatore della sua antica gang. L'orefice vorrebbe vendicarsi del colpo subito, ma Abel lo uccide; così come uccide anche un altro suo ex compagno che stava per denunciarlo. Davos vorrebbe uccidere anche un altro ex compagno, che l'ha abbandonato come gli altri, ma desiste: ormai è solo, disperato, stanco di lottare. Si fa così catturare dalla polizia, mentre vaga senza scopo per la città. Abel Davos viene quindi giustiziato.

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